Tra manifesti storici, podcast live e un murales firmato Gio Pastori, Campari trasforma la Cittadella degli Archivi in uno degli eventi culturali più interessanti della primavera milanese.

Milano oltre la superficie: il rosso Campari invade la Cittadella degli Archivi
Milano è una città che ama mostrarsi veloce, lucida, contemporanea. Ma sotto la superficie delle sue insegne luminose, dei tram che attraversano il centro e degli aperitivi al tramonto, esiste una stratificazione più profonda fatta di memoria, immagini, storie e simboli. È proprio lì che Campari decide di portare il suo sguardo con la seconda edizione di “The Red View – Beyond The Surface”, il progetto culturale che dal 14 al 16 maggio 2026 trasforma la Cittadella degli Archivi del Comune di Milano in un laboratorio aperto di arte, musica, parole e identità urbana. Dopo il successo della prima edizione, il brand nato a Milano torna a dialogare con la città scegliendo uno dei suoi luoghi più insoliti e affascinanti: un gigantesco archivio pubblico che custodisce documenti, fotografie e tracce della memoria collettiva milanese. Non una semplice location scenografica, ma uno spazio simbolico che incarna perfettamente il concetto di “Beyond The Surface”: guardare oltre ciò che appare per riscoprire ciò che costruisce davvero l’identità di una città.
Campari e Milano: una storia scritta dentro l’immaginario urbano

Parlare di Campari significa inevitabilmente parlare di Milano. Il legame tra il brand e la città non è solo storico, ma quasi viscerale. Tutto inizia nel cuore della Galleria Vittorio Emanuele II, dove Gaspare Campari aprì il celebre Caffè Campari e dove nacque Davide Campari, figura centrale nella costruzione del mito dell’aperitivo milanese. Da quel primo locale al Camparino inaugurato nel 1915, il rosso Campari ha attraversato più di un secolo di trasformazioni urbane, artistiche e sociali. Non è stato soltanto un drink o un simbolo di lifestyle: è diventato parte del paesaggio visivo della città. Manifesti, insegne al neon, campagne pubblicitarie e collaborazioni artistiche hanno contribuito a definire l’estetica di Milano tanto quanto il design radicale o la moda. “The Red View” nasce esattamente da questa eredità culturale: non come celebrazione nostalgica, ma come tentativo di reinterpretare Milano attraverso nuove prospettive.
Una mostra che racconta Milano attraverso la grafica e la memoria
Il cuore visivo del progetto è la mostra “Milano. Campari. Geografia e memoria dell’aperitivo”, curata da Galleria Campari. Un viaggio dentro il modo in cui un marchio ha dialogato con l’evoluzione estetica della città. Tra bozzetti originali, fotografie d’epoca, manifesti storici e materiali d’archivio emergono firme che hanno segnato la cultura visiva italiana e internazionale: da Leonetto Cappiello a Fortunato Depero, passando per Bruno Munari e Marcello Dudovich. Particolarmente evocativo il richiamo al manifesto realizzato da Munari nel 1964 per l’inaugurazione della Linea 1 della metropolitana milanese — rigorosamente rossa — quasi a suggellare definitivamente il legame cromatico e simbolico tra Campari e Milano. L’allestimento dialoga con gli spazi industriali della Cittadella degli Archivi attraverso trasparenze, sovrapposizioni e segni tipografici che trasformano la memoria in esperienza contemporanea. Il risultato è una mostra che parla tanto di pubblicità quanto di urbanistica, costume e identità collettiva.

Podcast live, storytelling urbano e la nuova Milano da ascoltare
Accanto alla mostra, “The Red View – Beyond The Surface” costruisce un vero palinsesto culturale aperto al pubblico insieme a Chora Media e Will Media, due delle realtà più interessanti del panorama podcast italiano. Il programma intreccia cinema, cronaca, cultura pop e trasformazioni urbane attraverso tre appuntamenti live pensati per raccontare Milano da angolazioni diverse.
Il 14 maggio arriva Supernova con Matilde Gioli: una conversazione informale tra esperienze personali, cinema e rapporto con la città.
Il 15 maggio spazio alle atmosfere noir con Gangster, dove Piero Colaprico e la giornalista Ilaria Ferraresi riportano il pubblico dentro la Milano criminale degli anni Settanta, tra cronaca nera e memoria urbana.
Chiude il 16 maggio il podcast Città, con Pierluca Mariti, Antonio Giorgino e Paolo Bovio, in un confronto generazionale sulla Milano contemporanea: quartieri che cambiano, nuovi linguaggi, identità digitali e modi diversi di vivere la metropoli.
Il murales di Gio Pastori: quando l’archivio incontra la street art
A lasciare un segno permanente del progetto sarà anche l’intervento site-specific di Gio Pastori, artista milanese noto per il suo immaginario ironico e stratificato. Il murales, realizzato all’interno della Cittadella degli Archivi, nasce dall’incontro tra il concept “Campari Red Is My Color” e la funzione stessa dell’archivio: conservare tracce del passato mentre si costruiscono nuove narrazioni contemporanee. È forse questo l’aspetto più interessante dell’intero progetto: l’idea che un archivio non sia soltanto un luogo dove le cose finiscono, ma uno spazio dove le storie continuano a trasformarsi.
The Red View conferma il nuovo volto culturale dell’aperitivo milanese
Negli ultimi anni Milano ha trasformato sempre di più l’aperitivo in un linguaggio culturale fatto di design, musica, arte e contaminazioni creative. Campari sembra averlo capito perfettamente, scegliendo di spostare il focus dall’evento mondano alla costruzione di esperienze narrative. “The Red View – Beyond The Surface” non parla semplicemente di cocktail o nightlife: parla del rapporto tra memoria urbana e contemporaneità, tra heritage e nuove forme di racconto.




