M77 Gallery, Milano — dal 30 gennaio al 16 maggio 2026
A cura di Francesca Alfano Miglietti

Duecento opere occupano gli spazi di M77 Gallery come una partitura visiva: non una semplice esposizione, ma un confronto serrato tra due poetiche che nascono dalla stessa terra e divergono nei linguaggi. Maria Lai | Antonio Marras: Paso Doble non cerca consonanze rassicuranti. Al contrario, costruisce attrito, distanza, risonanza. È in questa tensione che la mostra trova la propria forza critica.

Il titolo evoca una danza di coppia, ma qui il passo a due non è armonia decorativa. È un corpo a corpo tra gesti, materiali, ossessioni. Lai e Marras si avvicinano, si sfiorano, poi si ritraggono. Le opere parlano per loro: fili cuciti contro stratificazioni teatrali, silenzi contro accumuli, rigore concettuale contro immaginari barocchi. L’identità non si dissolve nel dialogo, resta irriducibile. E proprio per questo diventa leggibile.

Maria Lai ha costruito per decenni un alfabeto fatto di stoffe, libri, telai, geografie cucite. Un’arte che non illustra, ma pensa. Dal distacco progressivo dalla figurazione negli anni Cinquanta fino ai Libri cuciti e ai grandi interventi pubblici come Legarsi alla montagna (1981), la sua ricerca ha messo in crisi il confine tra opera e comunità, tra gesto minimo e rito collettivo. Il filo, per Lai, non è ornamento: è scrittura, legame, ferita, possibilità politica.

Antonio Marras procede per espansione. Nato come stilista, ha trasformato la moda in un dispositivo narrativo e l’installazione in una scena permanente. Dalle prime collezioni degli anni Ottanta alle mostre museali, dal teatro di Ronconi alla Biennale di Venezia, fino alle recenti incursioni cinematografiche, il suo lavoro stratifica costumi, reliquie, memorie, oggetti trovati. Ogni progetto è un archivio instabile, un racconto che si costruisce per addizione e collisione.

La curatela di Francesca Alfano Miglietti evita la trappola del parallelismo generico. Il percorso insiste sulle frizioni: la disciplina quasi ascetica di Lai contro l’eccesso controllato di Marras; la rarefazione contro la scena; il segno che si sottrae contro la forma che deborda. Eppure entrambi condividono una stessa condizione: l’arte come isolamento operativo, come sospensione dell’ordine noto. “L’uomo è sempre in attesa di un altrove, e intanto se lo inventa con l’arte”, scriveva Lai. Marras le fa eco: “Mentre pasticcio, sono in una bolla, in una sorta di altrove”. Non dichiarazioni ornamentali, ma chiavi di lettura.

In mostra compaiono disegni, libri, dipinti, collage, sculture e installazioni di Lai dal 1954 al 2011 e di Marras dal 2000 al 2025, insieme a lavori inediti e opere realizzate a quattro mani, come un grande lenzuolo ricamato che diventa campo di negoziazione tra due grammatiche visive. Non si tratta di un omaggio reciproco, ma di una messa alla prova. Ogni frammento sembra chiedere allo spettatore di prendere posizione, di scegliere una distanza critica.

Il risultato non è un racconto pacificato, bensì una topografia dell’“altrove”: un territorio costruito con ago e filo, con accumulo e rovina, con disciplina e teatralità. Paso Doble non celebra due carriere. Le interroga. E nel farlo restituisce all’arte il suo compito meno consolatorio: aprire scarti, produrre domande, sottrarre certezze.

Informazioni
Maria Lai | Antonio Marras: Paso Doble
Opening: giovedì 29 gennaio 2026, ore 19
Dal 30 gennaio al 16 maggio 2026
M77 Gallery, Milano


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