Con Archive of the Future, la terza edizione di Magma, la piattaforma multidisciplinare d’arte fondata da Paul Olivennes prosegue la sua mappatura poetica del mondo contemporaneo. Dopo la recente collaborazione con il Centre Pompidou per il centenario del Surrealismo (2024), Magma si conferma come un laboratorio di visioni, un oggetto editoriale al crocevia tra manifesto estetico, pubblicazione d’arte e archivio vivente.

Nella prefazione di questa edizione, Hans Ulrich Obrist sintetizza così lo spirito del progetto:

“Magma è una straordinaria raccolta di archivi d’artista che ci aiuta a inventare il futuro. Non sono luoghi di certezza, ma strumenti: prototipi per l’azione futura, per un mondo ancora da immaginare.”

In un tempo sospeso, in cui la storia appare frammentata e il futuro incerto, Archive of the Future indaga il potere dell’arte di anticipare ciò che verrà. “L’archivio è lo spazio in cui una società decide cosa desidera vedere, cosa sceglie di credere e cosa preferisce tacere. In questo senso, l’archivio è politico. Ma la sua verità risiede altrove, in ciò che infrange la regola, in ciò che apre una breccia — ed è lì che risiede la sua poesia,” spiega Olivennes. “Scegliere cosa conservare significa scegliere come guardare.”

In Magma No. 3, Archive of the Future, 2025 © DOCUMENTS.

Da questa tensione nasce una nuova temporalità, un’archeologia del futuro dove le opere di ieri e di oggi si intrecciano per fondare un nuovo immaginario.

La terza edizione raccoglie oltre cento opere e testi inediti, tra cui spiccano contributi di figure fondamentali della scena artistica internazionale. La pittrice americana Elizabeth Peyton continua la sua indagine metafisica sul volto umano in una serie di ritratti recenti, dove la pittura diventa territorio intimo e inesauribile dell’altro. L’artista nigeriano-americana Precious Okoyomon firma un inserto poetico accompagnato da un piccolo sacchetto di semi di cosmos, mentre Stephan Crasneanscki apre al pubblico gli archivi cinematografici e personali di Jean-Luc Godard, affiancati da un testo di Patti Smith.

Jill Mulleady, The Hermaphrodite, 2025. Woodcuts monotypes on paper ©2025 Jill Mulleady
Courtesy of the artist and Gladstone Gallery

A ottant’anni, Godard sceglie di separarsi dal proprio archivio in un gesto di lucidità radicale: non una fine, ma un atto di creazione estrema, un modo per dare forma al proprio caos. Lo scultore americano Charles Ray contribuisce con cinque registrazioni audio realizzate all’alba durante le sue passeggiate a Los Angeles, componendo una narrazione orale che intreccia memoria, introspezione e deriva concettuale.

In Magma No. 3, Archive of the Future, 2025 © DOCUMENTS.

In Ultra Half Negro Symbolism, il francese Pol Taburet esplora il nero come linguaggio primordiale — non colore, ma sintassi. Tra disegni, poesie e opere a carboncino, prende forma una grammatica visiva essenziale e potente. Magma ripubblica inoltre Dirty Windows di Merry Alpern, trent’anni dopo lo scandalo che suscitò negli Stati Uniti: fotografie rubate dalle finestre di un loft newyorkese che documentavano i riti segreti di un club finanziario clandestino.

Tra le pagine del volume emergono dialoghi inattesi: sette Polaroid di Jonas Mekas scattate durante una cena Fluxus del 1971 con Yoko Ono e John Lennon; due opere inedite su specchio di Michelangelo Pistoletto, stampate su pagine specchianti; e una serie di corrispondenze visive e letterarie che intrecciano Francis Ponge, Théo Casciani, Jonathan Glazer, Jill Mulleady, Mike Kelley, Henri Michaux e Stanislava Kovalčíková.

Non mancano le visioni surreali di Jos de Gruyter & Harald Thys, che presentano i loro celebri manichini Die Vier von der Tankstelle, accompagnati da un QR code che riproduce la Settima Sinfonia di Beethoven diretta da Wilhelm Furtwängler. Il volume si chiude con la riproduzione integrale di La Guillotine (Trap for a Capital Execution), installazione del 1971 di Michel Journiac, un gesto artistico estremo che risuona con inquietante attualità.

In Magma No. 3, Archive of the Future, 2025 © DOCUMENTS.

Come un moderno livre d’art, Archive of the Future si offre come esperienza totale — visiva, sonora, olfattiva e tattile. Il segnalibro profumato dell’artista e ricercatrice Sissel Tolaas accompagna la pubblicazione, amplificando la dimensione sensoriale del progetto.

Sostenuto da Bottega Veneta sin dal primo numero, Magma 03 rinnova il legame tra arte e pensiero, tra il gesto creativo e la memoria del futuro. L’uscita sarà accompagnata da una mostra dedicata a Merry Alpern alla galleria Tramps di Londra (dal 13 ottobre 2025) e da una grande collettiva a Parigi, dal 19 ottobre al 19 novembre 2025, negli spazi di FORMA (127 rue de Turenne, Marais).

Un archivio che non custodisce il passato, ma lo reinventa. Un atlante poetico del nostro tempo, dove il futuro si scrive a partire dalle sue rovine.

Jos de Gruyter & Harald Thys, Front, 2025. Die Vier von der Tankstelle, 2023. ©2025 Jos de Gruyter & Harald Thys. Courtesy of the artists
Photographs Fabrice Schneider

Testo: Redazione


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