Dai chiostri nascosti nel cuore della città alle architetture contemporanee di Porta Nuova: l’11 e 12 ottobre tornano le Giornate FAI d’Autunno, un’occasione per riscoprire la Milano che vive tra storia, arte e trasformazione urbana.

L’appuntamento autunnale con il FAI torna anche quest’anno e coinvolge oltre settecento luoghi in tutta Italia, molti dei quali raramente accessibili.
A Milano, la selezione rivela una città stratificata, dove la quiete dei chiostri dialoga con la verticalità delle torri contemporanee. Un percorso che attraversa epoche e materiali, in cui la storia si intreccia con la visione architettonica del presente.
Milano: tra chiostri, monasteri e architetture contemporanee
Nel cuore della città, i luoghi aperti in occasione di questa edizione tracciano un itinerario che attraversa i secoli, dal Rinascimento all’architettura più contemporanea.
Il Chiostro Cappuccio
Nascosto tra le vie del distretto delle 5 Vie, il Chiostro Cappuccio è un’oasi silenziosa nel pieno del centro storico. Nato nel XV secolo sulle rovine del circo romano, conserva la memoria dell’antico monastero di Santa Maria Maddalena al Cerchio, abitato dall’ordine delle Umiliate. L’eleganza sobria del suo loggiato rinascimentale, le volte a crociera e il pozzo centrale restituiscono l’immagine di una Milano contemplativa, lontana dal frastuono urbano. Restaurato nel XIX secolo dall’ingegnere Guido Ucelli, il chiostro custodisce ancora oggi tracce della storia navale romana, come l’ancora e il cippo del timone rinvenuti nel lago di Nemi, simboli del legame tra ingegno e memoria.

Via Kramer: il monastero e la nuova sede Dolce&Gabbana Beauty
Nell’est milanese, un altro racconto si intreccia tra sacro e profano. L’antico Monastero benedettino di via Kramer, fondato nel 1892 da tre monache francesi, sopravvive ai bombardamenti della Seconda guerra mondiale e oggi dialoga con l’universo estetico di Dolce&Gabbana.
Nei volumi ottocenteschi restaurati, l’architettura monastica si apre a nuove funzioni: la sede della divisione beauty della maison, progettata da +Arch, interpreta lo spazio come una “casa per la bellezza”. Un intervento di retrofit e riqualificazione che conserva l’impianto originario a corte e trasforma il chiostro in un luogo di ricerca, dove l’eredità spirituale incontra la cultura del progetto.

Gioia 22
Dalla memoria al futuro. In Porta Nuova, la torre Gioia 22 — progettata da Gregg Jones per Pelli Clarke & Partners — rappresenta una delle più alte espressioni dell’architettura sostenibile europea. Con i suoi 121 metri di vetro e luce, ridefinisce il profilo di Milano con una struttura capace di produrre energia, ridurre i consumi e migliorare il comfort di chi la abita.
Ospita le divisioni di Intesa Sanpaolo e incarna un modello di edificio “vivo”, dove la tecnologia diventa linguaggio e la sostenibilità, materia da costruzione.

Palazzo Diotti
Oggi sede della Prefettura di Milano, Palazzo Diotti affonda le sue radici nel XVI secolo. Trasformato nel tempo da convento a dimora aristocratica, poi sede del governo, conserva nei suoi ambienti l’eco di epoche diverse. La Sala di Flora affrescata da Andrea Appiani e gli scaloni neoclassici disegnano un percorso di raffinata monumentalità, emblema di quella Milano che seppe coniugare rigore e grazia, potere e bellezza.

Palazzo Litta
Tra i più preziosi esempi del barocco lombardo, Palazzo Arese Visconti Borromeo Litta continua a rappresentare l’essenza dell’eleganza milanese. Le sue sale — la Rossa, la Gialla, il Salone degli Specchi — raccontano una storia di opulenza e arte che attraversa tre secoli. Oggi sede del Ministero della Cultura, il palazzo mantiene intatto il fascino della sua architettura teatrale, arricchita dalle decorazioni di Francesco Maria Richini e dalle scenografie barocche del cortile d’onore.

Palazzo Turati
In via Meravigli 7, il palazzo neorinascimentale progettato da Enrico Combi per il Conte Francesco Turati celebra l’ideale di una Milano post-unitaria colta e raffinata. Gli affreschi di Luigi Pogliaghi e le decorazioni di fine Ottocento rievocano un’estetica romantica e luminosa, dove la storia si trasforma in racconto artistico.

Fondazione Renzo Piano al Politecnico di Milano
A Città Studi, la Fondazione Renzo Piano accoglie il pubblico in uno spazio pensato per la condivisione del sapere. Ospitata all’interno dell’edificio “Nave” del Politecnico, la sede inaugurata nel 2022 custodisce l’archivio dei primi anni di attività dell’architetto e un centro dedicato alla ricerca e alla didattica.
Un luogo simbolico, dove la memoria del fare architettura incontra le nuove generazioni di progettisti.

Un patrimonio da riscoprire
Da Palazzo Marino a Villa Necchi Campiglio, passando per gli spazi contemporanei di DLA Piper e le residenze moderniste come Casa Corbellini Wassermann, Milano si offre nelle Giornate FAI d’Autunno come un laboratorio a cielo aperto, dove l’arte del costruire dialoga con il tempo, la memoria e l’identità.

Partecipare significa tornare a guardare la città con occhi nuovi: riscoprirne le trame, le stratificazioni, la bellezza che spesso si nasconde dietro un portone chiuso. Per iscrizioni o maggiori info: FAI.




