
Una lampada di Es Devlin, un set di borse firmato da David Chipperfield, una camicia pop ispirata all’universo cinematografico di Pedro Almodóvar: oggetti che sembrerebbero destinati a gallerie, musei o case d’asta, oggi approdano nelle vetrine di Zara. Per celebrare il proprio cinquantenario, il colosso spagnolo della moda democratica sceglie un linguaggio inedito e sorprendente: una collezione corale firmata da 50 figure di spicco del panorama creativo internazionale, dall’architettura al design, dalla fotografia al cinema.
50 Creators: un mosaico di visioni
Il progetto, intitolato “50 Creators”, non è soltanto una capsule celebrativa, ma una dichiarazione d’intenti. Per il mezzo secolo dalla sua fondazione (1975), Zara ha riunito alcune delle voci più influenti del nostro tempo: Norman Foster, Marc Newson, Tim Walker, Luca Guadagnino, Annie Leibovitz, Anna Sui, Naomi Campbell, Rosalía e molti altri.
Il risultato è un catalogo che si muove tra abiti e accessori, ma anche mobili, lampade, tessuti per la casa e perfino un trasportino per animali. Una contaminazione che riflette lo spirito del marchio: abbattere le barriere tra linguaggi, rendendo il design d’autore accessibile a un pubblico globale.

La ventiquattrore di Norman Foster per Zara
Come afferma Marta Ortega Pérez, presidente non esecutivo di Inditex e guida visionaria del brand:
«È un onore che questi artisti abbiano scelto di celebrare il nostro anniversario. Condividono la nostra passione per la qualità e per la gioia del design, valori che appartengono a Zara fin dalle sue origini.»
Moda, design, architettura: un anniversario senza confini
Il cinquantenario di Zara non si limita dunque al mondo del prêt-à-porter. La presenza di architetti come David Chipperfield e Norman Foster segna un ponte tra la cultura del progetto e la dimensione industriale, mentre la lampada-scultura di Es Devlin, artista visiva e scenografa capace di trasformare la luce in narrazione, conferma la volontà del brand di dialogare con la creatività più radicale.
La scelta di includere registi come Luca Guadagnino e Pedro Almodóvar evidenzia la forza cinematografica di questa collezione, dove ogni oggetto diventa racconto e ogni capo assume il ruolo di costume. La moda, in questo contesto, non è solo estetica ma linguaggio universale, veicolo per attraversare discipline e identità culturali.

Progetto di Axel Vervoordt per Zara
Un debutto parigino
La prima apparizione di 50 Creators avverrà durante la Paris Fashion Week, dal 2 al 5 ottobre, con un evento pop-up al 40 di Avenue Georges V, curato da Sarah Andelman, già ideatrice di Colette. L’allestimento non sarà un semplice spazio espositivo, ma un vero e proprio luogo di scambio culturale, animato da talk, incontri ed esperienze immersive.
La colonna sonora è affidata a Michel Gaubert, storico sound designer delle passerelle parigine, mentre la pausa caffè sarà curata da We Are Ona, collettivo noto per il suo approccio nomade e sperimentale alla gastronomia. Tutto concorre a creare un’atmosfera vibrante, a metà tra installazione artistica ed evento sociale.

Lampada disegnata dal fotografo Paolo Roversi per Zara
Un anniversario che guarda al futuro
Ciò che rende ancora più significativa questa operazione è la dimensione etica e filantropica: l’intero ricavato delle vendite sarà devoluto alla Women’s Earth Alliance, organizzazione che promuove l’emancipazione femminile come strumento per la tutela ambientale. Inoltre, ciascuno dei cinquanta creativi coinvolti ha individuato una charity personale, alla quale Zara destinerà una donazione di 20.000 euro.
Un gesto che conferma l’evoluzione del brand: da semplice marchio di moda democratica a piattaforma globale di valori, capace di coniugare accessibilità, cultura e responsabilità sociale.

La sediaprogettata dello stilista belga Ludovic de Saint Sernin per Zara
La tradizione delle collaborazioni
Non è la prima volta che Zara si affida all’universo dell’arte e del design per ampliare il proprio linguaggio. In passato, figure come Steven Meisel, Samuel Ross e Vincent Van Duysen hanno già firmato progetti speciali, aprendo la strada a questa nuova stagione. Ma con “50 Creators” la portata si amplia in modo radicale: non più una singola collaborazione, ma un coro di voci internazionali che, insieme, raccontano il mezzo secolo di storia del marchio.
Design democratico come manifesto
Il cinquantesimo anniversario segna quindi un punto di svolta. Da sempre Zara ha costruito la sua identità sul binomio tra qualità e accessibilità, ma con questa collezione dimostra come il design contemporaneo – anche quello dei grandi nomi – possa uscire dai contesti esclusivi e abitare spazi comuni, diventando esperienza quotidiana.
Una borsa di Chipperfield, una lampada di Es Devlin o una felpa di Luca Guadagnino non sono più oggetti intangibili, ma parte di una narrazione collettiva che celebra il design come linguaggio universale.

Sacco a pelo disegnato dal fotografo David Sims per Zara
Fonte foto: Zara




