
«Mi piace che la “Bottega” sia un laboratorio artigianale, con una storia lunga e multiforme in Italia. Implica lo sforzo collettivo dell’attività artigianale, dove contano la manualità, chi realizza i prodotti e chi li indossa. È il luogo in cui la mano e il cuore diventano una cosa sola.»
— Louise Trotter
Con queste parole, la nuova direttrice creativa di Bottega Veneta ha sintetizzato lo spirito che permea la sua prima collezione per la maison. Un ritorno alle origini per raccontare il presente: la tradizione come punto di partenza e la sperimentazione come linguaggio del futuro.
Il set della sfilata, allestito in un’ex fabbrica milanese, traduce questa visione in uno spazio che unisce memoria industriale e sensibilità contemporanea. Sedute in vetro colorato di Murano e sculture in crochet punteggiano la passerella, creando un dialogo armonico tra tradizione artigianale e estetica moderna. Le installazioni sospese, in particolare, diventano richiami diretti alla rivoluzionaria soft functionality dell’Intrecciato, la tecnica sviluppata dal cofondatore Renzo Zengiaro e oggi simbolo della maison: nel set-design trova la sua declinazione più concettuale, mentre in passerella prende forma concreta in abiti e accessori, dalle proposte quotidiane alle creazioni più sofisticate.
La collezione stessa si muove tra rigore e libertà: la sartorialità maschile italiana diventa matrice comune per capi femminili e maschili, con tessuti leggeri, trench in nappa e abiti da sera strutturati ma fluidi. Le borse, da sempre emblema del marchio, raccontano un percorso di stratificazione e reinvenzione: modelli storici come la Lauren, la Knot e la Cabat vengono reinterpretati accanto a nuove creazioni come la Squash, la Framed Tote e la Crafty Basket, dimostrazioni di una maestria artigianale che non smette di innovarsi.
Il 2026 segna anche il 60° anniversario di Bottega Veneta. Per celebrare l’occasione, Louise Trotter ha coinvolto l’artista e regista premio Oscar Steve McQueen, che ha firmato la colonna sonora della sfilata con ’66 ’76. Un’opera sonora che intreccia le voci di Nina Simone e David Bowie nelle rispettive versioni di Wild Is the Wind, trasformandole in un “duetto” inedito, un vero e proprio Intrecciato acustico. «Si sentono queste due magnifiche voci intrecciarsi, mettendo insieme elementi complementari ma diversi per creare qualcosa di completamente nuovo», ha dichiarato McQueen.
Il risultato è una narrazione coerente, in cui collezione, spazio e suono dialogano in perfetto equilibrio. Come afferma Louise Trotter: «Il linguaggio di Bottega Veneta è l’Intrecciato. Ed è una metafora. Si tratta di due strisce che intrecciandosi diventano più resistenti: le due componenti formano un insieme più solido. Collaborazione e connettività sono presenti ovunque nella Maison e in tutta la sua storia.»
Un intreccio di storie, persone e visioni che definisce la nuova identità di Bottega Veneta, sospesa tra passato e futuro.
Fonte foto: ufficio stampa Bottega Veneta















