Nel cuore pulsante del quadrilatero, Saint Laurent inaugura un progetto che non si limita a un semplice restyling, ma segna un capitolo decisivo nella storia del lusso milanese. In via Montenapoleone 8, lo spazio della Maison diventa manifesto architettonico, dove la memoria storica del luogo incontra la visione contemporanea di Anthony Vaccarello.

Con i suoi 1.320 metri quadrati distribuiti su tre livelli – dimensione quasi raddoppiata rispetto al passato – la boutique è la prima in Italia a interpretare il nuovo concept espositivo, già presentato a Parigi e New York. La sede, edificata nel XVI secolo e successivamente ricostruita negli anni Cinquanta, custodisce oggi un dialogo equilibrato tra stratificazione storica e modernità.

Fonte foto: YSL

L’uso sapiente dei materiali racconta questa dualità: i mattoni a vista trattati a calce evocano il tempo, mentre l’onice retroilluminato introduce una tensione luminosa dall’impatto scenografico. Pavimenti in Ceppo di Gré e marmo di Candoglia – lo stesso del Duomo di Milano – radicano l’intervento nel territorio, conferendo un legame tangibile con la città. Una terrazza interna, affacciata sul cortile tipico delle dimore nobiliari meneghine, aggiunge un tocco intimo e domestico.

Elemento centrale del progetto è la scala in legno di eucalipto lucidato a specchio: una presenza scultorea che attraversa i tre piani come filo conduttore di un percorso immersivo. A completare l’insieme, dettagli materici come bronzo fuso, ceramiche scanalate e superfici in stucco antico, concepiti come gesti architettonici che oscillano tra rigore e poesia.

Fonte foto: YSL

L’atmosfera, volutamente residenziale, è arricchita da specchi, arredi vintage e librerie che trasformano le sale in ambienti sofisticati, evocando più un salotto milanese che un luogo commerciale. A sottolineare questo legame con l’arte e il design italiano, compaiono opere e arredi di maestri come Gio Ponti, Osvaldo Borsani, Marco Zanuso, Aldo Tura, Gaetano Pesce e la famiglia Scarpa. Spicca inoltre un tavolo su misura firmato Vincenzo De Cotiis, creato appositamente per il flagship.

Il piano dedicato all’uomo interpreta lo stesso linguaggio con maggiore audacia, rileggendo il gusto classico milanese in chiave attuale. In una delle sale riservate, una fotografia di Irving Penn aggiunge un ulteriore livello di narrazione, omaggiando il legame tra il fotografo e Yves Saint Laurent.

Il nuovo spazio non è dunque solo una boutique, ma un luogo che intreccia moda, arte e architettura, proiettando la Maison in una dimensione culturale che travalica il concetto di retail.

Fonte foto: YSL


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