
Si è tenuta ieri, 21 luglio, l’inaugurazione della mostra More than kids di Valerio Berruti, ospitata nelle sale di Palazzo Reale a Milano e aperta al pubblico dal 22 luglio. Si tratta della più ampia retrospettiva mai dedicata all’artista piemontese, noto per il suo linguaggio essenziale e universale, capace di toccare temi profondi attraverso figure solo in apparenza infantili.

Curata da Nicolas Ballario, la mostra propone un percorso immersivo tra affreschi, sculture, video-animazioni e installazioni monumentali. I protagonisti dell’opera di Berruti – bambini stilizzati, sospesi tra realtà e simbolo – diventano strumenti per raccontare emozioni condivise, memorie collettive, urgenze contemporanee.
Fulcro dell’allestimento è La giostra di Nina, una scultura interattiva su cui il pubblico può salire, accompagnata da una colonna sonora originale di Ludovico Einaudi. Un’opera che ha già toccato il MAXXI di Roma, la Reggia di Venaria e la Chiesa di San Domenico ad Alba, fondendo gioco e riflessione in un’unica esperienza.

Fonte foto: Tino Gerbaldo
Tra le novità assolute, l’installazione Don’t let me be wrong nel cortile di Palazzo Reale, con musiche di Daddy G (Massive Attack) e Stew Jackson, accompagnata da un cortometraggio costruito su 800 disegni. Presenti anche due nuove video-animazioni: Lilith, con musica di Rodrigo D’Erasmo, e Cercare silenzio, con Samuel dei Subsonica.

In mostra anche opere che affrontano il tema del cambiamento climatico, come Nel silenzio, in cui tre bambine sono adagiate su una terra arida, simbolo di un’attesa sospesa tra incertezza e speranza.
Classe 1977, Valerio Berruti ha esposto in contesti internazionali e collaborato con artisti di rilievo come Paolo Conte, Ryuichi Sakamoto, Einaudi e molti altri. Le sue figure delicate e intense parlano un linguaggio che supera l’età, il tempo e la geografia.
Con More than kids, Palazzo Reale apre le porte a un progetto espositivo che intreccia arte, empatia e consapevolezza. Una mostra che invita a riscrivere il presente partendo dallo sguardo autentico dell’infanzia.






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