Fonte foto: Prada

In occasione della presentazione della collezione uomo Primavera/Estate 2026, il collettivo AMO, guidato da Rem Koolhaas, ha nuovamente ridisegnato l’esperienza spaziale della sfilata Prada, all’interno del Deposito della Fondazione milanese. Per questo appuntamento, il pavimento dell’ambiente espositivo si trasforma in una superficie visiva e tattile: una composizione astratta di sagome floreali monocrome, interpretate in forma di tappeti a pelo lungo, che si stagliano sul cemento grezzo con elegante irriverenza.

Fonte foto: Prada

L’intervento abbraccia la struttura architettonica originaria dello spazio – un involucro industriale fatto di cemento, acciaio e lucernari dalle cornici aranciate – definendo un contrasto misurato tra l’ambiente austero e la materia morbida e organica del tappeto, che si sviluppa in una spirale centrale. Le sedute, disposte lungo il perimetro, accompagnano lo sguardo verso il cuore dell’installazione, dove il paesaggio testurizzato funge da passerella e dispositivo narrativo per la collezione disegnata da Miuccia Prada e Raf Simons.

Fonte foto: Prada

Questa nuova mise en scène prosegue l’ormai consolidata collaborazione tra Prada e AMO, una relazione iniziata nel 2004 e da sempre orientata alla sperimentazione scenografica come forma autonoma di ricerca architettonica. Le sfilate della maison diventano così laboratori temporanei in cui spazio, moda e immaginario si sovrappongono: dalle pareti cinetiche alle ambientazioni da ufficio minimale, passando per passerelle sospese su moquette dai colori saturi, come accaduto recentemente nella collezione uomo AI25, frutto della collaborazione con la scenografa Catherine Martin.

I motivi floreali che connotano la Primavera/Estate 2026 non sono inediti nell’universo Prada: già nel 2013, la collezione femminile aveva esplorato una grammatica simile, sovrapponendo sagome kimono a pattern astratti e calzature scultoree. In questa occasione, AMO ne riattualizza la presenza, traducendoli in elemento architettonico orizzontale, a fondamento dell’intera narrazione visiva della sfilata, intitolata A Change of Tone.

Fonte foto: Prada


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