
Fonte foto: Armani
Milano, aprile 2025 – Il Salone del Mobile è, ogni anno, il momento in cui Milano si trasforma in un palcoscenico globale del design. Ma quest’anno, a rubare la scena con un gesto di eleganza misurata, è Giorgio Armani, che celebra il venticinquesimo anniversario di Armani/Casa presentando la collezione Inchiostri d’Oriente. Il luogo scelto per l’evento non è casuale: lo storico flagship store di corso Venezia 14, dove lo stilista torna con un allestimento speciale, carico di significati simbolici e affettivi.
Le quindici vetrine del negozio si trasformano in cornici dinamiche, offrendo scorci visivi a chi passeggia per la via, ma anche inviti discreti a entrare in un mondo di suggestioni lontane. Un modo elegante per ribadire il legame profondo tra il brand e la città di Milano, che, come sottolinea Armani stesso, è “parte essenziale del mio lavoro come creativo e imprenditore, soprattutto durante il Salone, quando la città si anima e si apre al mondo”.

Dopo due edizioni ospitate a Palazzo Orsini, Armani ha scelto di riportare l’attenzione sullo spazio dinamico di corso Venezia, progettato per adattarsi a configurazioni sempre nuove e creare esperienze visive inedite. L’allestimento della collezione Inchiostri d’Oriente è concepito per offrire una narrazione visiva precisa, in cui ogni pezzo di arredo è protagonista assoluto, valorizzato come un’opera d’arte all’interno di ambienti intimi, definiti da grandi pareti a riquadri in carta di riso che evocano gli interni tradizionali giapponesi.

Artigianalità, materia e simbolismo: l’anima della collezione
Inchiostri d’Oriente è una collezione che racconta una doppia anima: quella del pragmatismo formale tipico del design Armani, unita a un gusto raffinato per la decorazione, ispirata alle tradizioni orientali. Il risultato è un equilibrio misurato e intenso, reso possibile da antiche tecniche artigianali e da un’attenzione meticolosa al dettaglio.
La palette e i motivi decorativi sono un omaggio agli acquerelli orientali e agli inchiostri su carta di riso. Simboli come il bambù e il dragone, legati alla forza, alla resilienza e alla prosperità, si ripetono con eleganza in ricami e intarsi su legni, rasi e superfici laccate. La giungla, con la sua vegetazione fitta e misteriosa, diventa motivo decorativo e metafora visiva, trasformandosi in una narrazione tessile.
Elemento centrale del progetto è la collaborazione con de Gournay, celebre per la pittura e il ricamo a mano: un savoir-faire che traspare nella serie speciale di mobili rivestiti con rasi e velluti interamente ricamati a mano. I materiali impiegati sono oltre cinquanta – dal filo metallico alla seta, dalle paillettes alle perle di vetro – utilizzati per decorare ogni pezzo con l’accuratezza di un abito di alta moda. Non è un caso che lo spirito di questa collezione evochi quello della couture Armani Privé: qui il mobile si veste, letteralmente, con la stessa cura dedicata a un abito da red carpet.Non semplici oggetti d’arredo, ma opere d’arte da abitare
Tra i pezzi più iconici spicca il mobile contenitore VIRTÙ, in una versione rieditata in legno chiaro, impreziosito da un sinuoso dragone dorato applicato a foglia d’oro. La maniglia, ispirata all’impugnatura di una katana giapponese, ne accentua il carattere simbolico. Di forte impatto anche il divano ALBERT, rivestito in un raso dorato attraversato da un raffinato ricamo che ritrae una giungla esotica: il disegno, realizzato interamente a mano, restituisce profondità e movimento, trasformando il divano in un’opera d’arte.

Non mancano i grandi classici della collezione Armani/Casa, come la poltrona Essex, qui reinterpretata con nuovi decori e finiture, sempre eseguiti a mano. Le linee restano sobrie, ma il ricamo e i materiali preziosi donano al pezzo un’aura di unicità. Ogni creazione è pensata per essere inserita in un ambiente domestico senza mai rinunciare alla sua forte personalità scultorea.
Il letto della nuova collezione, rivestito in raso teal blu, è decorato con perline e dettagli ricamati che impreziosiscono la superficie ampia del piano. La testiera coordinata e i cuscini evocano una sensazione di leggerezza e raffinatezza, trasportando chi osserva verso le atmosfere rarefatte del Sol Levante. Una combinazione di comfort e simbolismo che riflette pienamente l’estetica Armani.
A enfatizzare ulteriormente il tema orientale, il dragone ritorna in una nuova versione della console SEINE, rivestita in velluto verde lichene: il motivo, disegnato con fili metallici e perline, acquista un effetto tridimensionale e sembra quasi animarsi. Lo stesso tema decora anche una coppia audace di poltrone in rosso cardinale, tonalità inedita per Armani/Casa, che sorprende ma non tradisce l’equilibrio e l’eleganza tipici del marchio. La poltrona è affiancata da una lampada che richiama le lanterne giapponesi, realizzata ad hoc per creare un dialogo visivo tra i pezzi.

Il lusso della narrazione silenziosa
Con Inchiostri d’Oriente, Giorgio Armani firma una collezione che trascende il concetto di arredo per trasformarsi in racconto sensoriale, tra memoria e contemporaneità, design e poesia. Ogni pezzo custodisce un frammento di storia, ogni tessuto una tecnica, ogni dettaglio una scelta consapevole. La materia è narrata, lavorata, sussurrata, in un linguaggio fatto di sfumature dorate e tecniche di lavorazione sofisticate. Come sempre, Armani è rimasto fedele al suo memorabile motto: “L’eleganza non è farsi notare, ma farsi ricordare”.






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