
Di Federica Pedone
Con la scomparsa di Valentino Garavani il mondo perde uno degli ultimi grandi maestri dell’eleganza, e Roma perde uno dei suoi interpreti più innamorati e fedeli. Per Valentino, la Capitale non è mai stata solo una città, ma una fonte inesauribile di ispirazione, un orizzonte culturale, una casa dell’anima.
Nato a Voghera nel 1932 e formatosi tra Milano e Parigi, Valentino scelse Roma come centro della propria visione creativa, fondandovi nel 1960 la Maison Valentino. Fu una scelta simbolica e profonda: Roma, con la sua stratificazione di arte, architettura e storia, incarnava perfettamente la sua idea di bellezza assoluta e senza tempo. «Roma è il mondo» amava dire, riconoscendole un ruolo centrale nel suo immaginario estetico.

Il suo amore per l’arte e l’architettura trovava in Roma la sua espressione più compiuta. La città eterna, con le sue colonne, le sue simmetrie e il dialogo continuo tra passato e presente, era per Valentino un modello ideale: un luogo in cui la bellezza resiste al tempo. I suoi abiti nascevano da questo sguardo attento e classico, concepiti come vere architetture da indossare, costruite sull’equilibrio delle forme e sull’armonia delle proporzioni. In questo senso, l’impronta lasciata da Valentino nel mondo della moda appare immortale, proprio come Roma: destinata a non consumarsi, a non appartenere a una sola epoca, ma a vivere oltre il tempo.
«L’eleganza è equilibrio, proporzione, emozione», ripeteva, e questo principio attraversa tutta la sua opera, lontana dall’eccesso e dalla provocazione. Roma era presente non solo nei suoi atelier di Piazza Mignanelli, a pochi passi da Piazza di Spagna, ma anche nelle sue case, concepite come templi dell’arte, dove moda, pittura, scultura e architettura dialogavano in un unico linguaggio. «La moda passa, lo stile resta»: una convinzione che rifletteva l’eternità della città che aveva scelto come patria elettiva.

Emblema di questa visione è il leggendario Rosso Valentino, un colore intenso e assoluto, diventato firma della maison e simbolo riconosciuto nel mondo. «Il rosso è un colore che dice tutto», affermava lo stilista, sintetizzando in una sola tonalità passione, rigore e classicità.
Vestendo regine, dive del cinema, first lady e icone internazionali, Valentino ha portato Roma e l’Italia al centro della moda mondiale, trasformando l’alta sartoria in ambasciatrice di cultura, arte e raffinatezza. «Non voglio vestire una donna per essere notata, ma per essere ricordata»: una frase che racchiude l’essenza della sua eleganza.

La sua eredità resta scolpita come la città che ha amato: un’idea di stile come atto culturale, come rispetto per la bellezza, come dialogo eterno tra passato e presente. Un’eleganza romana nel senso più alto del termine: maestosa, misurata, immortale. Un’eleganza che, come le grandi architetture, resiste al tempo.




