
Ridurre Zaha Hadid al solo ruolo di architetto significa ignorare una parte decisiva della sua ricerca. La sua relazione con la moda non è stata episodica né decorativa, ma strutturale: un’estensione naturale del suo linguaggio progettuale applicato al corpo, al movimento e allo spazio fashion. Dalle calzature agli accessori, fino agli allestimenti per i grandi marchi del lusso, Zaha Hadid ha attraversato il sistema moda con la stessa radicalità che ha definito la sua architettura.
2006 – Icon Bag per Louis Vuitton

Il primo ingresso ufficiale di Zaha Hadid nel mondo degli accessori moda avviene con la Icon Bag per Louis Vuitton, presentata all’interno della mostra Icon. La borsa si impone come oggetto scultoreo, in cui superfici continue e geometrie fluide traducono in scala ridotta il suo vocabolario architettonico. Non un semplice accessorio, ma un manifesto di stile applicato alla moda di lusso.
2007 – Chanel Mobile Art Pavilion

Nel 2007 Karl Lagerfeld affida a Zaha Hadid la progettazione del Chanel Mobile Art Pavilion, una struttura itinerante di 7.500 piedi quadrati pensata per ospitare opere di artisti internazionali ispirate alla borsa Chanel 2.55. Il padiglione, vero oggetto iconico del dialogo tra arte, architettura e moda, viaggia tra Hong Kong, Tokyo e New York prima di stabilirsi definitivamente a Parigi, di fronte all’Institut du Monde Arabe, dove viene tuttora utilizzato per mostre temporanee.
2008 – Collezione di scarpe per Melissa

L’anno successivo Zaha Hadid firma una collezione di calzature per Melissa, brand brasiliano noto per la sperimentazione sulla plastica stampata. Le scarpe diventano superfici continue, modellate come micro-architetture fluide, anticipando il tema del corpo come paesaggio progettuale che tornerà costante nel suo lavoro fashion.
2009 – Collezione di scarpe per Lacoste

Nel 2009 Zaha Hadid disegna una collezione di scarpe e stivali per Lacoste, declinata sia per uomo che per donna. Il progetto si concentra sul rapporto tra materiale e movimento: una pelle estremamente morbida che avvolge la gamba, si espande e si contrae seguendo il passo, trasformando la calzatura in una struttura dinamica, quasi cinetica.
2013 – Nova shoes per United Nude

Il 2013 segna una svolta radicale. In collaborazione con Rem Koolhaas, direttore creativo di United Nude, Zaha Hadid realizza Nova, una scarpa che sfida apertamente le leggi dell’equilibrio. Caratterizzata da una struttura a sbalzo di 16 centimetri, Nova è la prima scarpa a utilizzare lo stampaggio rotazionale, affiancato da stampaggio a iniezione e colata sottovuoto. Il risultato è una calzatura scultorea che comunica tensione, movimento e forza strutturale, rendendo visibili le dinamiche del corpo in azione.
2014 – Superstar Pharrell Supershell per Adidas

Nel dialogo con la moda streetwear, Zaha Hadid collabora con Adidas e Pharrell Williams progettando la parte anteriore in gomma stampata delle Superstar Pharrell Supershell Shoes. Anche in questo contesto, il suo intervento è riconoscibile: superfici continue, volumi plastici e una forte identità formale applicata a un modello iconico della cultura contemporanea.
2015 – Flames shoes per United Nude

Nel 2015 Zaha Hadid torna a collaborare con United Nude per il progetto Re-Inventing Shoes, una mostra che coinvolge architetti e designer internazionali chiamati a ripensare la scarpa come architettura indossabile. Il suo contributo, Flames, è una calzatura in cui forme simili a fiamme emergono dal tacco e avvolgono il piede, trasformando la struttura portante in gesto espressivo.
Accessori moda e gioielli – Atelier Swarovski e Fendi


Parallelamente alle scarpe, Zaha Hadid firma accessori e gioielli che rafforzano il suo legame con il sistema moda. Per Fendi reinterpreta la Peekaboo in occasione di un’asta benefica, mentre per Atelier Swarovski disegna la collezione Glace: polsini e collane ispirati agli uccelli del paradiso e alle forme floreali, tradotti in geometrie cristalline e superfici scolpite.
Zaha Hadid nella moda: una ricerca coerente
L’esperienza di Zaha Hadid nel fashion design non è una deviazione, ma una continuità. Scarpe, accessori e spazi moda diventano il luogo in cui architettura, tecnologia e corpo si incontrano. Una ricerca che ha anticipato il concetto contemporaneo di wearable architecture, rendendo Zaha Hadid una delle figure più influenti nel dialogo tra moda, progetto e innovazione.




